
Bio
Milena Bini è un’artista contemporanea italiana la cui ricerca indaga identità, serialità e trasformazione percettiva attraverso scultura e installazione.
Dopo una formazione tra pittura, scultura e arti applicate, avvia nel 1994 un percorso di ricerca personale sperimentando differenti linguaggi espressivi, dalla pittura al cortometraggio.
Dal 2008 la sua pratica si concentra su forme ripetitive e simboliche, evolvendosi nel progetto Catch Diversity, sviluppato a partire dal 2016 attraverso sculture in ceramica e installazioni ambientali basate sulla figura della mela come metafora dell’unicità nella molteplicità.
Negli anni ha esposto in gallerie, fiere e contesti istituzionali in Italia e all’estero, collaborando con la Fondazione Berengo, Venezia. È stata finalista a due edizioni del concorso internazionale Artbox Project di Zurigo, con presentazioni a Miami (2019) e New York (2023). Nel 2025 presenta la mostra personale Catch Diversity presso il Centro Fiera Montichiari, allestita nel foyer in occasione della Rassegna Antiquaria.
Vive e lavora in Italia.
Artist Statement
La mia ricerca nasce da una necessità di indagine continua.
L’arte è il linguaggio attraverso cui cerco di osservare ciò che cambia, si ripete e si trasforma.
Nel tempo ho attraversato differenti pratiche espressive — pittura, scultura, installazione, cortometraggio — seguendo ogni volta la necessità di avvicinarmi a una forma capace di restituire domande più che risposte.
Il tema dell’identità e della diversità attraversa oggi gran parte del mio lavoro. Attraverso la ripetizione seriale di elementi apparentemente uguali, indago l’unicità nascosta nelle differenze minime, nelle imperfezioni, nelle variazioni percettive.
La mela, elemento centrale del progetto Catch Diversity, diventa metafora dell’individuo: forma universale e insieme irripetibile.
Considero la ricerca artistica un processo aperto, in continua evoluzione, dove anche lo smarrimento può diventare una direzione possibile.